La stanza chiusa

porte segrete che si aprono solo con chiavi di violino.

25 note

Le ho ripetute tanto le parole, le più adatte ad esprimere il mare di pensieri degli ultimi mesi, ho limato il discorso nei minimi particolari perché non ne sfuggisse il senso, ho analizzato ogni avverbio, trovato cause e risposte inappellabili, usato gli aggettivi più appropriati per smussare, asserire, negare meriti e colpe.
Poi è successo che le parole, a furia di essere levigate dal buon senso, dalla perfezione e dalla consapevolezza, tutte queste parole lasciate sedimentare nella speranza di diventare più vere e concrete sono invece diventate troppo leggere e il discorso che avevo preparato con così tanta cura è volato via dalla mia mente lasciando al suo posto, di nuovo, quel mare di pensieri fluttuanti che non ho più voglia, tempo, forza per ricomporre.
Rimangono i ricordi, gli odori, le immagini, le lacrime, le chiarissime e inutili epifanie.
Stanno tutte lì le parole, ma non escono più: le perdo sugli autobus mentre vado al lavoro, le perdo un pezzo alla volta mentre ceno fuori, le perdo tra le lenzuola prima di addormentarmi. Sfuggono via e le lascio sfuggire, mentre faccio altro.
E altro è tutto quello che posso fare.
Dimenticato a memoria « Divara (via batchiara)

(via kika23)

9 note

myborderland:

Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, “creature di sangue caldo e nervi”, come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita.
Sempre la vita. 
Raymond Carver

myborderland:

Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, “creature di sangue caldo e nervi”, come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita.

Sempre la vita. 

Raymond Carver

1 nota

Seems that I have been held, in some dreaming state
A tourist in the waking world, never quite awake
No kiss, no gentle word could wake me from this slumber
Until I realise that it was you who held me under…

320 note

m-as-tu-vu:

& ptits pavés ..*


På stigar
går man aldrig
riktigt ensam.
Fötterna har sällskap
med alla steg
som stigit
stigen fram.

Ingrid Sjöstrand

“Per i sentieri/non si è mai realmente soli/i piedi hanno la compagnia/di tutti i passi fatti/avanzando” 

m-as-tu-vu:

& ptits pavés ..*

På stigar

går man aldrig

riktigt ensam.

Fötterna har sällskap

med alla steg

som stigit

stigen fram.

Ingrid Sjöstrand

“Per i sentieri/non si è mai realmente soli/i piedi hanno la compagnia/di tutti i passi fatti/avanzando” 

(Fonte: abstractswagger, via soggettismarriti)